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A Serious Man

Larry Gopnik è un tranquillo professore di fisica che si ritrova a dover affrontare una richiesta di divorzio voluta da sua moglie, che preferisce frequentare il più serio Sy Ableman. Nel frattempo la sua vita è sempre più difficile da gestire, tra studenti che cercano la sufficienza passandogli bustarelle di nascosto, figli disinteressati e il fratello disoccupato che dorme sul suo divano. Uscito nel 2009, A Serious Man è forse il più personale tra i film dei fratelli Coen, avendo tra i protagonisti i membri di una comunità ebraica del Minnesota e quindi mettendo al centro delle vicende molti elementi vissuti in prima persona dai fratelli registi. Nonostante sia abituato allo stile dei Coen mi trovo in difficoltà a parlare di questo film, perché è forse la loro opera più aperta ed enigmatica: qual'è il messaggio del film? Cosa significa la storia mostrata nel prologo e che sembra non c'entrare nulla con il resto? E cosa dovremmo capire dal finale apertissimo e sconvolgente? I dubbi sono molteplici, si può provare a formulare delle ipotesi, ma non sapremo mai se la soluzione a cui siamo arrivati è quella che intendevano gli autori. A Serious Man è un film angosciante e pessimista, il solito umorismo nero dei Coen è presente in minima parte e sembra che stavolta non ci sia soluzione ai problemi dell'umanità (o al massimo qualche via d'uscita la si vede nei sogni del protagonista, ma sempre e solo lì), concentrati in questo caso nella vita del povero Larry (che nel lasciarsi scivolare addosso le cose ricorda altri personaggi coeniani, come il Drugo de Il Grande Lebowski o l'Ed Crane de L'uomo Che Non C'era). Niente sembra andare per il verso giusto, e nemmeno la religione, che viene indicata al protagonista come un faro che dovrebbe aiutarlo a ritrovare la strada smarrita, serve a qualcosa, dimostrandosi solo un insieme di rituali inutili, formule da recitare in lingue morte e storielle inconcludenti. La pellicola ad un primo impatto sembra lenta e monotona, ma non è così, dato che si susseguono colpi di scena uno dietro l'altro, tra incidenti d'auto, morti improvvise e vicine di casa provocanti. Ovviamente dal punto di vista tecnico i Coen non deludono mai e infatti registicamente il film è sempre elegante, per non parlare della fotografia luminosissima e della scelta di ambienti chiari e spaziosi ma allo stesso tempo tristi e quasi squallidi (il quartiere dove abita Larry ad esempio). Gli attori, anche se tutti poco conosciuti, sono perfetti nei loro ruoli, e Michael Stuhlbarg dà una grande prova attoriale interpretando Larry Gopnik, mostrandoci un'espressività capace di lasciar trasparire molte cose. A Serious Man è certamente uno dei film più complessi dei fratelli Coen, ricco di significati (e addirittura riferimenti alla numerologia e alla cabala) e scritto alla grande, del resto solo i fratelli registi riescono a far convivere alla grande la fisica e le tradizioni ebraiche in un unica storia, realistica e imprevedibile come poche altre. Se anche il senso mi sfugge (e probabilmente è quello che volevano gli autori) non posso non apprezzare una pellicola che fa riflettere e mette in moto i neuroni fin dal primo minuto.
VOTO: 7,5/10

Il Cattivo.


Scheda tecnica 
Titolo:
A Serious Man
Regia:
Joel Coen, Ethan Coen
Soggetto:
Joel Coen, Ethan Coen
Sceneggiatura:
Joel Coen, Ethan Coen
Anno:
2009
Genere:
Commedia, Drammatico
Interpreti Principali:
Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick
Durata:
105 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Burn After Reading - A Prova di Spia

Cosa succede quando un agente della CIA viene licenziato perché ha problemi con l'alcol? Semplice, succede che un'impiegata di una palestra che vuole ad ogni costo degli interventi di chirurgia plastica trovi un cd con informazioni riservate ed inizi un gioco pericoloso con il suo proprietario, che è proprio Osbourne Cox, l'agente della CIA di cui si parlava prima. Non vedete il nesso tra gli eventi? Bè, i Coen sì, e ci presentano quindi il film più ingarbugliato della loro lunga filmografia. Ad una prima visione infatti Burn After Reading sembra un intreccio di situazioni che non c'entrano niente l'una con l'altra, di personaggi assurdi che non si conosco ma che finiranno per incontrarsi e causare sconvolgimenti nella vita altrui e nella propria. Come in ogni film dei Coen le scelte stupide dei protagonisti portano a situazioni che sfuggono al controllo, ma questa volta questo concetto è portato alle sue estreme conseguenze: ora neppure gli spettatori riescono a capire quello che sta succedendo, o dove porterà tutto ciò che vedono. I fratelli registi bucano lo schermo ed entrano nella testa degli spettatori con una storia a prova di bomba e facendoci capire che Osbourne, Chad, Linda e tutti gli altri, per quanto assurdi, sono persone comuni come noi ("Tu rappresenti l'idiozia del mondo d'oggi"), e quello che accade a loro non è così straordinario come sembra. E in un mondo dove la voglia di apparire accieca la razionalità, in un film di spionaggio (perché è di questo che si tratta alla fine, sempre filtrato dall'occhio dei Coen) dove sono le spie ad essere spiate, niente segue più un filo logico e tutto si intreccia, tanto da necessitare più di una visione per avere una comprensione soddisfacente della vicenda. Forse Burn After Reading non è il più accessibile dei film dei Coen, ma di sicuro è uno di quelli più riusciti a livello di scrittura, e grazie anche al grande cast (tutti sopra le righe, Brad Pitt e George Clooney in particolare) risulta un film da vedere ed apprezzare.
VOTO: 7,5/10

Il Cattivo.

Scheda tecnica
Titolo:
Burn After Reading - A Prova di Spia
Titolo Originale:
Burn After Reading
Regia:
Ethan Coen, Joel Coen
Sceneggiatura:
Ethan Coen, Joel Coen
Anno:
2008
Genere:
Commedia, drammatico
Interpreti Principali:
Brad Pitt, George Clooney, John Malkovich, Tilda Swinton, Frances McDormand
Durata:
96 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Ladykillers


Un raffinato professore di lingue antiche si presenta alla porta di un'anziana donna di colore, Marva Munson, per affittare la stanza da letto che lei mette a disposizione. In realtà il professore è un ladro che, con l'aiuto di un eterogenea banda di criminali da lui assoldati, progetta di rapinare il vicino casinò passando per la cantina della casa della vecchietta. Dopo l'anomalo Prima ti sposo, poi ti rovino i Coen tornano su un territorio a loro più congeniale, e per farlo scomodano nientepopodimeno che un classico della commedia inglese: Ladykillers infatti è il remake de La signora omicidi, film del 1955 interpretato da due grandi attori britannici come Alec Guinnes e Peter Sellers. I Coen non volendo essere da meno ingaggiarono Tom Hanks, che qui tratteggia un perfetto ladro gentiluomo dal linguaggio ricercato, un personaggio intelligente che però si ritroverà ostacolato da un'anziana e all'apparenza inoffensiva signora. Il punto di forza di Ladykillers sono i personaggi, tutti particolari e fortemente caratterizzati, tanto da risultare quasi delle macchiette, delle maschere della società contemporanea: a partire dalla signora religiosa e vecchio stampo che non capisce nulla di quello che le succede attorno, passando per il furbo intellettuale che si fa buggerare per la sua mancanza di senso pratico, il tecnico (di esplosivi in questo caso) che causa più danni che altro, il giovane sbruffone e così via. Nonostante ciò si nota facilmente come i Coen non si siano dati particolarmente da fare per dare voce ad una satira o ad una critica sociale particolare (che non sia la loro classica crociata contro la stupidità intrinseca dimostrata spesso dall'essere umano), o per trasmettere un messaggio profondo, Ladykillers è infatti un film fatto per divertire, ricco di umorismo (nero, i Coen non si smentiscono ovviamente) e studiato alla perfezione, con un cast ben assortito, musiche accattivanti, tra soul e gospel, e un'estetica retrò bella da vedere e adatta a fare da cornice alla storia raccontata. Ladykillers non è da accantonare solo perché meno impegnativo delle solite pellicole del duo, ma anzi è da apprezzare per le camaleontiche capacità dei Coen di adattarsi e sfornare anche prodotti più leggeri rimanendo sempre fedeli al proprio stile.

VOTO: 7,5/10

Il Cattivo.


Scheda tecnica
Titolo:
Ladykillers
Titolo Originale:
The Ladykillers
Regia:
Joel Coen, Ethan Coen
Soggetto:
William Rose
Sceneggiatura:
Joel Coen, Ethan Coen
Anno:
2003
Genere:
Commedia
Interpreti principali:
Tom Hanks, Irma P. Hall, Marlon Wayans, J.K. Simmons
Durata:
104 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Il Grinta (2010)

Mattie Ross è una ragazzina di 14 anni a cui un ladro di nome Tom Chaney ha ucciso il padre. Decisa a catturare l'assassino, la giovane assume uno sceriffo, Reuben Cogburn detto il Grinta, che nonostante l'età avanzata e la passione per l'alcool ha la fama di esperto cacciatore di uomini. Aiutati da Le Boeuf, un ranger texano, si avventureranno nel selvaggio territorio indiano per ritrovare Chaney e la sua banda. E finalmente i fratelli Coen decidono di dedicarsi ad un western, dopo che si erano avvicinati al genere con Non è un paese per vecchi. E non ad un western qualsiasi, ma ad un classico del cinema americano, tratto da un romanzo di Charles Portis e già portato sul grande schermo da Henry Hathaway con John Wayne nel ruolo del protagonista. Però i fratelli prodigio non si accontentano di riproporre una storia già vista, ma come ci hanno abituato in precedenza (con Ladykillers ad esempio), la filtrano e la rileggono dal loro punto di vista. Abbandonate le trame complicate e i mille personaggi assurdi tipici della loro filmografia, questa volta i Coen si concentrano su una storia semplice, lineare e su pochi personaggi principali. Nonostante questo la sceneggiatura è intrigante e cattura lo spettatore e i protagonisti sono caratterizzati alla perfezione, memorabili nel loro realismo: Cogburn è cinico, ubriacone, ma conserva un senso dell'onore tutto suo e con il proseguire della storia scopriremo il suo lato più umano, Mattie è giovane ma decisa, pronta a tutto per vendicare il padre. Jeff Bridges interpreta magistralmente il ruolo del Grinta, con una naturalezza incredibile, come se fosse da sempre un cowboy con una benda su un occhio e il grilletto facile. Ma anche gli altri attori non sono da meno, a partire da una giovanissima ma talentuosa Hailee Steinfeld che regge la scena con Bridges per tutta la durata della pellicola, e un Matt Damon che si ritaglia il ruolo di un ranger non così infallibile come può sembrare. Persino Josh Brolin, che interpreta l'assassino e compare solo verso la fine del film, lascia il segno. Anche il comparto tecnico non delude: la regia è elegante e spesso cita i classici del genere, senza risultare invadente e lasciando parlare la storia; gli ambienti selezionati (e inquadrati) con cura ci mostrano un west arido, un mondo inospitale fatto di erba secca, alberi spogli, neve e cieli sconfinati, il tutto sottolineato da una fotografia che passa con disinvoltura da colori caldi e brucianti a tinte gelide e pallide, mantenendo comunque unico lo stile della pellicola. La colonna sonora epica che troviamo all'inizio cambia con il proseguire del film, diventando più pacata e soffusa, perfetta per far capire come la caccia all'uomo sia per Mattie un percorso di crescita personale, un modo per riflettere sul mondo e sulla società violenta che la circonda, e soprattutto sul passaggio dalla fanciullezza, l'età in cui si pensa che tutto sia possibile, alla maturità e alla conseguente comprensione di quanto in realtà sia diversa la vita. Persino il finale non è scontato come si può credere, in perfetto stile Coen. Bè ragazzi, io potrei continuare a scrivere per ore, dicendo tutto e il contrario di tutto, ma non avrebbe senso, mi sa che ve lo dovete proprio vedere.

VOTO: 8,5/10

Il Cattivo.



Scheda Tecnica
Titolo:
Il Grinta
Titolo originale:
True Grit
Regia:
Joel e Ethan Coen
Soggetto:
Charles Portis (romanzo)
Sceneggiatura:
Joel e Ethan Coen
Anno:
2010
Genere:
Drammatico, western
Interpreti Principali:
Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Hailee Steinfeld
Durata:
110 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Barton Fink - È Successo a Hollywood

Barton Fink è un giovane commediografo che dopo il successo teatrale di una sua opera viene assunto a Hollywood per scrivere un film sul wrestling. Stabilitosi in una camera di uno squallido hotel, Barton cercherà in ogni modo di scrivere la sceneggiatura, rimanendo però bloccato dalla mancanza di idee. Barton Fink - È Successo a Hollywood, quarta opera dei fratelli Coen, è un film che parla dell'arte e del ruolo dell'artista nella società contemporanea. Da una parte abbiamo Barton, giovane artista che vuole rappresentare i problemi della gente comune, ma che è troppo concentrato su se stesso per accorgersi di cosa accade attorno a lui, dall'altra i produttori cinematografici, ignoranti o noncuranti, che rappresentano l'industria che fagocita i talenti e li plasma a sua immagine e somiglianza, mettendo in primo piano il guadagno. Barton Fink è un film che lascia allo spettatore un vago senso di claustrofobia: gli ambienti sono quasi sempre interni, tra la camera d'albergo del protagonista, con la carta da parati che si stacca dai muri (quasi a voler rappresentare le certezze di Barton che progressivamente crollano) e il corridoio dell'hotel, e le poche volte in cui ci si ritrova all'aperto si vedono ambienti sontuosi o ampi (come la villa del produttore o il parco in cui Barton discute con il suo scrittore preferito), sottolineando il contrasto e aumentando il senso di chiusura dato dalla pellicola. I suoni (e i silenzi) svolgono un ruolo fondamentale, siano i gemiti provenienti dalle stanze vicine, il ronzio delle zanzare o i gorgoglii delle tubature, che salgono di volume e diventano tutti il rumore della macchina da scrivere di Barton, che continua a riscrivere incessantemente lo stesso incipit. Il mondo del protagonista inizia a disfarsi, psicologicamente e fisicamente, davanti ai suoi occhi e a quelli dello spettatore, fino ad un finale riflessivo e spiazzante. I Coen ci offrono un'opera profonda, che forse necessita di più visioni per essere colta in ogni suo aspetto, impreziosita da una regia perfetta, attenta ai piccoli particolari e ai dettagli, e dalle stupende interpretazioni di John Turturro e John Goodman. Uno delle migliori pellicole dei fratelli registi.

VOTO: 8,5/10

Il Cattivo.


Scheda Tecnica
Titolo:
Barton Fink - È Successo a Hollywood
Titolo originale:
Barton Fink
Regia:
Joel Coen
Sceneggiatura:
Joel Coen, Ethan Coen
Anno:
1991
Genere:
Drammatico
Interpreti Principali:
John Turturro, John Goodman, Judy Davis, Michael Lerner, Steve Buscemi
Durata:
116 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Crocevia della Morte

Siamo nell'America degli anni trenta, Tommy è il braccio destro di un boss della mafia irlandese che, innamorato di Verna, decide di proteggere ad ogni costo il fratello di lei, un bookmaker truffatore, scatenando una guerra con la mafia italiana. Terzo film dei Coen, Crocevia della Morte si presenta come un gangster movie permeato dalle atmosfere noir tipiche dei fratelli registi. Tom è il tradizionale gangster freddo ma corretto, con la battuta sarcastica sempre pronta, Verna è la femme fatale, gli ambienti sono quelli che ci si aspetta da una pellicola del genere, sottolineati da colori autunnali e smorti, ed è proprio questo il problema. Per essere un film dei Coen, Crocevia della Morte è un po' troppo classico, niente più che un gangster movie con qualche guizzo di genialità qua e là: si nota l'interesse per la violenza e la bizzarria della morte (il cadavere del sicario a cui rubano il parrucchino viene citato in continuazione), per gli intrecci e i doppi giochi che rendono la trama più complicata e poco altro. Le interpretazioni degli attori sono nella norma, spicca maggiormente quella del boss irlandese, forse grazie anche ad una buona caratterizzazione del personaggio in fase di scrittura, ma per il resto niente di memorabile. Nonostante ciò il film si lascia guardare, grazie soprattutto agli interessanti sviluppi della storia e ad un'ottima regia (ovviamente, da quel punto di vista non si rimane mai delusi con dei registi così) e dopo tutti questi anni la pellicola risulta un gradino fondamentale dello sviluppo artistico dei Coen.
Guardatelo se siete fan della coppia di registi o dei film di gangster in generale.
VOTO: 6,5/10

Il Cattivo.


Scheda Tecnica
Titolo:
Crocevia della Morte
Titolo originale:
Miller's Crossing
Regia:
Joel Coen (Ethan Coen non accreditato)
Soggetto:
Dashiell Hammett (Romanzi) (non accreditato)
Sceneggiatura:
Joel Coen, Ethan Coen
Anno:
1990
Genere:
Noir, drammatico, thriller
Interpreti Principali:
Gabriel Byrne, Marcia Gay Harden, John Turturro, Jon Polito
Durata:
115 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Blood Simple - Sangue Facile

Quando Marty scopre grazie ad un investigatore privato che la moglie lo tradisce, decide di commissionare al suddetto investigatore l'omicidio della coppia, ma le cose non andranno secondo i piani. Opera prima dei fratelli Coen, Blood Simple - Sangue Facile, va subito al sodo. La storia scorre velocemente, mantenendo lo spettatore attento a quello che succede sullo schermo; i personaggi non saranno molto approfonditi, ma la trama ben costruita e i colpi di scena improvvisi reggono bene per tutta la durata della pellicola. Molti dei temi approfonditi in futuro dai Coen (la violenza inutile, le scelte stupide che causano intricatissime e inaspettate conseguenze) si notano già in questo film dalle tinte noir, rafforzate da un forte uso delle ombre: spesso i personaggi rimangono avvolti nell'oscurità, come a sottolineare che nessuno di loro è affidabile e che tutti tramano alle spalle degli altri, che sia per tradire il marito, per assassinare la moglie infedele o per guadagnare soldi facili, ognuno ha qualcosa da nascondere, e per cui probabilmente è disposto ad uccidere. Debutto con il botto quindi per i Coen che con questo film dimostrano subito di cosa sono capaci e iniziano a tracciare la strada che percorreranno con i loro futuri lavori.
VOTO: 7,5/10

Il Cattivo.


Scheda tecnica
Titolo:
Blood Simple - Sangue Facile
Titolo originale:
Blood Simple
Regia:
Joel Coen (Ethan Coen non accreditato)
Sceneggiatura:
Joel Coen, Ethan Coen
Anno:
1984
Genere:
Drammatico, Thriller
Interpreti Principali:
John Getz, Frances McDormand, Dan Hedaya, M. Emmet Walsh
Durata:
99 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Non è Un Paese Per Vecchi

Mentre si trova a caccia nei territori vicino al confine messicano, Llewelyn Moss, un operaio texano, scopre i risultati di una sparatoria tra spacciatori di droga. Trovata nei paraggi una valigetta piena di denaro, decide di tenerla, scatenando una violenta caccia all'uomo. Si troverà infatti alle calcagna un pericoloso e psicopatico killer, Anton Chigurh, disposto a tutto pur di recuperare i soldi. Tratto dal romanzo omonimo di Cormac McCarthy, Non È Un Paese Per Vecchi prosegue il percorso ideologico tracciato dai fratelli Coen. La storia raccontata si sposa perfettamente con il loro pensiero e con il messaggio che vogliono trasmettere: la violenza ormai fa parte della società, e può entrare nella nostra vita da un momento all'altro. Ma mentre in Fargo, sempre dei Coen, la poliziotta protagonista portava un barlume di ottimismo e di leggerezza alla trama (per di più era incinta, quindi c'erano speranze per un futuro migliore), qui invece il tutore della legge è un vecchio sceriffo disilluso, ben interpretato da un impassibile Tommy Lee Jones. Il dialoghi del suo personaggio ci fanno capire come siano cambiati i tempi, come la violenza della frontiera americana, le sparatorie del far west non siano diminuite nonostante l'evoluzione della civiltà. "Non puoi fermare quello che sta arrivando" e infatti il killer a caccia della valigetta è la vera personificazione del male: letale, silenzioso, inarrestabile, ma soprattutto senza nessuna pietà, come dimostra il fatto che affidi al lancio di una moneta la salvezza delle sue vittime. E con lui avanza una società sempre più violenta e noncurante. Le parole dello sceriffo cercano di aprire uno spiraglio di luce in tutto questo buio, ma sono forse troppo fioche per poter migliorare sul serio le cose. Come al solito si fa notare la pulizia registica dei Coen, fantastica nel riprendere i silenziosi paesaggi della frontiera (il film non ha colonna sonora) e nel dirigere scene ricche di tensione, fantastiche ad esempio quelle ambientate nei motel dove si rifugia Llewlyn. Si avverte un calo del ritmo sul finale della pellicola, ma è probabilmente un effetto voluto: dopo quasi due ore di inseguimenti, appostamenti e sparatorie, è giunto il momento di riflettere e trarre delle conclusioni. Un altro ottimo lavoro per i fratelli Coen.
VOTO: 9/10

Il Cattivo.

Scheda tecnica
Titolo:
Non È Un Paese Per Vecchi
Titolo Originale:
No Country For Old Men
Regia:
Ethan Coen, Joel Coen
Soggetto:
Cormac McCarthy (Romanzo)
Sceneggiatura:
Joel Coen, Ethan Coen
Anno:
2007
Genere:
Thriller, Drammatico
Interpreti principali:
Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin
Durata:
122 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Fargo

Jerry Lundegaard, un venditore di automobili di Minneapolis, per risollevare la propria situazione finanziaria, decide di ingaggiare due criminali che rapiscano sua moglie, in modo da convincere il suocero a pagare il riscatto. A causa di alcuni contrattempi i due si ritrovano alle calcagna Marge Gunderson, capo della polizia locale al settimo mese di gravidanza. Ovviamente le cose non andranno secondo i piani, e la situazione si ingarbuglierà sempre di più. Sesto film dei fratelli Coen, Fargo è una riflessione sulla stupidità e inutilità della violenza. La coppia di criminali ingaggiati da Jerry sembra un classico duo di cattivi da cartone animato: uno chiacchierone, l'altro burbero e silenzioso. Ma è proprio questa esagerazione nella caratterizzazione che li rende credibili, mostrando la tragicomicità dell'essere umano contemporaneo, pronto a commettere atti violenti per poco o niente, senza più nemmeno farci caso. È uno sguardo spietato quello che hanno i Coen sulla società: i personaggi sono di una stupidità desolante ma purtroppo realistica, da una parte criminali violenti e disposti a tutto, dall'altra un uomo che prova a prendere in mano la sua vita, ma che lo fa nel modo più sbagliato possibile. Nel mezzo si trova Marge, che nonostante l'intralcio datole dal bambino in arrivo, riesce (grazie non ad un'intelligenza superiore, ma al semplice buonsenso) a tirare le fila dell'intera vicenda ed a riportare la tranquillità nella cittadina innevata di Brainerd. La sceneggiatura riesce a mantenere sempre attivo l'interesse dello spettatore senza rallentare un attimo, spingendolo a chiedersi dove porterà tutta questa vicenda. Ottime le interpretazioni, in particolar modo quelle di Frances McDormand, perfettamente naturale nel suo ruolo (ha anche ottenuto l'Oscar come miglior attrice) e di Steve Buscemi, che ricorda molto il suo personaggio in Le Iene di Quentin Tarantino. Fargo può quindi essere considerato un'ottima pellicola, mantenendosi sul livello eccellente a cui ci hanno abituato i Coen, e dimostrandosi anche più accessibile al grande pubblico rispetto ad altri loro lavori.
VOTO: 8/10

Il Cattivo.

Scheda tecnica
Titolo:
Fargo
Regia:
Joel Coen
Soggetto:
Joel Coen, Ethan Coen
Sceneggiatura:
Joel Coen, Ethan Coen
Anno:
1996
Genere:
Commedia nera, Poliziesco
Interpreti Principali:
Francis McDormand, William H. Macy, Steve Buscemi
Durata:
98 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

L'uomo Che Non C'era

La storia è sempre la stessa: un personaggio insoddisfatto della sua triste vita si ritrova ad affrontare un cambiamento che potrebbe portarlo a migliorare le cose, ma che darà esiti tutt'altro che positivi. È questa la trama su cui spesso si focalizzano i fratelli Coen nei loro film, cambiando ambientazione, epoca e genere, ma continuando a riportare il loro messaggio pessimistico sulla società contemporanea. In questo caso il protagonista è Ed Crane, aiutante barbiere nella California degli anni cinquanta, che sogna di cambiare la sua monotona vita. L'occasione arriverà grazie ad un losco uomo d'affari che gli proporrà di investire una grossa somma di denaro sul neonato business delle lavanderie a secco. Per procurarsi i soldi Ed deciderà di ricattare l'amico, nonchè amante di sua moglie, Big Dave, scatenando un vortice di eventi che sfuggiranno al suo controllo. Girato in bianco e nero per richiamare i film dell'epoca, L'uomo che non c'era è una delle migliori opere dei fratelli Coen. L'atmosfera è quella del noir, con una sceneggiatura che studia attentamente la psicologia dei personaggi, e la sensazione di tensione data dall'uso particolare delle luci, che delineano ombre scure sulle persone, come a metterne in dubbio la rettitudine morale. Anche la colonna sonora, principalmente costituita da musiche per pianoforte, dà il suo contributo nel rendere la cupezza (sempre nascosta sotto un velo di normalità) della situazione. Magnifica l'interpretazione di Billy Bob Thornton nel ruolo di Ed Crane, un uomo appiattito dalla vita, l'espressione neutra di chi si è rassegnato, tanto apatico all'esterno quanto speranzoso all'interno.
I Coen insistono con la loro visione della vita, mostrandoci la sua casualità e imprevedibilità, e quanto delle scelte stupide, anche se piccole, possano influenzarla, portandoci a situazioni inaspettate e assurde. E questo non succede solo ai personaggi di un film, ma anche e soprattutto alle persone comuni, come ci fa notare l'avvocato Riedenschneider, indicando verso Ed ma allo stesso tempo verso lo spettatore, apostrofandolo come "uomo dei nostri tempi".
L'uomo che non c'era non è un film facile, ma se si è disposti a prestare la propria attenzione alla storia e ai personaggi, si verrà ripagati con una riflessione sulla vita come solo i Coen sanno fare, in grado di coinvolgere ma soprattutto far pensare.
VOTO: 8,5/10

Il Cattivo.

Scheda tecnica
Titolo:
L'uomo Che Non C'era
Titolo Originale:
The Man Who Wasn't There
Regia:
Joel ed Ethan Coen
Soggetto:
Joel ed Ethan Coen
Sceneggiatura:
Joel ed Ethan Coen
Anno:
2001
Genere:
Drammatico, Noir, Thriller
Interpreti Principali:
Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Scarlett Johansson, Tony Shalhoub
Durata:
116 min
Nazionalità:
USA
Colore:
B/N