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Man On The Moon

Andy Kaufman è stato un brillante showman (stavo per dire comico, ma a lui non sarebbe piaciuto) americano, noto per il suo mostrarsi sempre sopra le righe, inventando personalità alternative, ingannando il pubblico e trasformando la sua stessa vita in uno spettacolo. Man on the Moon racconta proprio la vita di Andy, indagando sui vari aspetti della sua esistenza e sulla sua volontà di divertirsi facendo divertire le persone. Jim Carrey ci fornisce l'ennesima grande interpretazione, mettendosi nei panni di un artista che lo ha fortemente ispirato, tanto che ancora oggi alcuni pensano che Carrey sia in realtà Kaufman che ha finto di morire per cambiare vita. Fin dalle scene iniziali il film ci fa capire che Andy è una persona particolare, che ama esibirsi ma che non vuole farlo nel ruolo del comico classico: non racconta barzellette, non fa battute, ma qualsiasi cosa faccia si trasforma in un grande show. Fin dal principio Andy inganna il pubblico per farlo divertire, facendo credere di essere straniero, improvvisando litigi in diretta, dichiarandosi persino campione mondiale intergender di wrestling (sembra assurdo, lo so). Man on the Moon è un film biografico, ma paradossalmente la vita del protagonista passa in secondo piano, di fronte alle grandi idee e interpretazioni che Andy Kaufman ha avuto modo di ricreare durante la sua breve esistenza. Una pellicola commovente, malinconica, ma soprattutto divertente, che riesce ad essere leggera e contemporaneamente a porre quesiti importanti sullo stato dell'arte, sul mondo dello spettacolo e su chi sono i veri artisti (emblematica la scena in cui, stanco del pubblico che richiede i soliti tormentoni, il protagonista improvvisa la lettura integrale de Il Grande Gatsby, causando la fuga di buona parte degli spettatori).
Voto: 8/10

P.S. Nella recensione ho cercato di non parlare troppo delle magnifiche trovate ideate da Kaufman e riportate su pellicola da Carrey, in modo da lasciare che sia la loro forza comunicativa ad affascinare lo spettatore, come ha fatto per me.


Il Cattivo.


Scheda tecnica
Titolo:
Man On The Moon
Regia:
Miloš Forman
Soggetto:
Scott Alexander, Larry Karaszewski
Sceneggiatura:
Scott Alexander, Larry Karaszewski
Anno:
1999
Genere:
Biografico, commedia, drammatico
Interpreti Principali:
Jim Carrey, Danny DeVito, Courtney Love, Paul Giamatti
Durata:
118 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo

Randle McMurphy è un carcerato che, a seguito di alcuni dubbi sulla sua condizione di salute mentale, viene internato in un manicomio per essere vagliato, ma prenderà la cosa come una specie di vacanza premio, per evitare la prigione. Accortosi del pesante clima che si respira tra quelle mura, cercherà di dare una scrollata agli altri pazienti, spingendoli a ribellarsi agli ordini fortemente repressivi del’istituto, in particolare nei confronti della caporeparto Ratched.
Tratto dal’omonimo romanzo di Ken Kesey, pubblicato negli anni ’60, il film di Milos Forman, uscito una decina di anni dopo, ha una trama piuttosto lineare che, in alcuni momenti, tende a ripetersi, per enfatizzare la monotonia della vita in un ospedale psichiatrico. Tutta la trama è atta a denunciare il trattamento oppressivo e alienante dei manicomi, che invece di dare dignità ai malati mentali, almeno allora, tendeva a ghettizzarli e emarginarli ulteriormente. Il culmine del film viene però raggiunto nelle scene finali, dove ci sono dei significativi ribaltamenti di quello che è il normale svolgimento della storia; colpi di scena, piacevoli e non, che danno un vero significato alla pellicola.
Il lento scorrere di Qualcuno volò sul nido del cuculo, grazie alla sceneggiatura di Hauben e Goldman, insieme alla regia di Forman ed alla fotografia di Wexler, fa nascere un senso di inquietudine che lo spettatore riesce ad espellere solo in alcune scene liberatorie, come la fuga dal manicomio per una clandestina gita in barca organizzata dal protagonista.
Spesso, nel cinema, quando si parla di pazzia, si parla di Jack Nicholson; dopo alcune indecisioni la parte fu affidata a lui, e verrebbe da chiedersi chi altro avrebbe potuto farla di meglio. Accanto a lui altri attori ben calati nella parte di psicotici, tra cui, due giovani e semi sconosciuti DeVito e Lloyd. Protagonista o, volendo, “antagonista” femminile, nel ruolo della caporeparto Ratched, troviamo Louise Fletcher, che vinse, insieme a Nicholson, un oscar per la miglior recitazione, insieme agli altri tre che andarono alla pellicola come miglior film dell’anno, a Forman per la miglior regia e ai due sceneggiatori per la migliore sceneggiatura non originale.
Da quest’opera trae parecchia ispirazione Si può fare, un film italiano del 2008 (ma ambientato giusto qualche anno dopo rispetto a Qualcuno volò sul nido del cuculo), che dalla pellicola di Forman cita svariate scene, ma fa vedere come l’emarginazione dovuta alla malattia mentale può essere vinta grazie a metodi meno malsani rispetto a quelli di McMurphy.

VOTO: 8/10

Il Buono
Scheda tecnica
Titolo:
Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo
Titolo originale:
One Flew Over the Cuckoo's Nest
Regia:
Milos Forman
Soggetto:
Ken Kesey (romanzo)
Sceneggiatura:
Lawrence Hauben, Bo Goldman
Anno:
1975
Genere:
Drammatico
Interpreti Principali:
Jack Nicholson, Louise Fletcher, Danny DeVito, Christopher Lloyd, Dwight Marfield, Will Sampson
Durata:
133 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore