L'Onda

In Germania una dittatura sarebbe ancora possibile? Da questa domanda prende il via L’onda.
Durante alcune lezioni sull’autocrazia, Rainer Wenger, un professore ancora piuttosto giovane che si porta dietro la scia del suo passato punk, inizia ad instaurare, in modo innocuo e velato, una piccola dittatura all’interno di una classe. Il suo scopo è quello di far capire come sia facile far nascere una tirrannia in un gruppo più o meno ampio di persone… ma se per Rainer è esclusivamente un esperimento scolastico, per gli studenti la cosa diventa molto più seria.
L’onda, diretto da Dennis Gansel, tratto da un romanzo di Todd Strassel, a sua volta ispirato ad un vero esperimento sociale avvenuto in una scuola californiana negli anni ’60, espone chiaramente un concetto tanto banale quanto difficile da spiegare a parole: le masse sono facilmente manipolabili, lentamente, in modo celato, chi è privo di una personalità ed un proprio pensiero è il primo target di una dittatura.
Che il film venga dalla Germania stupisce, ma fino a un certo punto. Oggi molti tedeschi tendono a “fare finta di nulla” in merito al nazismo e alle sue conseguenze (come biasimarli, d’altronde?); opere come questa hanno il coraggio di rispolverare quelle pagine di storia. Questa pellicola, in particolare, non si limita a dire “Questo è brutto, non si fa”, ma fa anche vedere come sia facile che certe cose possano avvenire ancora, in forme diverse, ma con gli stessi meccanismi.
A livello tecnico il film di Gansel non presenta sbavature, anzi, risulta interessante in alcune scelte estetiche e registiche. Eccetto Jürgen Vogel, che interpreta Rainer, gli attori sono tutti molto giovani e non tutti offrono una performance indimenticabile, forse neanche richiesta.
Un film dalla forte carica emotiva e psicologica che probabilmente non da risposte su come poter affrontare il problema, ma che di sicuro pone un sacco di domande.

VOTO: 7,5/10

Il Buono


Scheda Tecnica
Titolo:
L’onda
Titolo Originale:
Die Welle
Regia:
Dennis Gansel
Soggetto:
Todd Strassel (romanzo)
Sceneggiatura:
Dennis Gansel, Peter Throwarth
Anno:
2008
Genere:
Drammatico
Interpreti Principali:
Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Elyas M’Barek
Durata:
107 amin
Nazionalità:
Germania
Colore:
Colore

...Altrimenti ci arrabbiamo!

Ben e Kid vincono una Dune Buggy nuova fiammante ad una gara di rally. Mentre i due si sfidano a birra e salsiccia ("Una birra e una salsiccia, una birra e una salsiccia... Il primo di noi che scoppia paga il conto e perde la macchina"), sul luogo irrompono dei malviventi che distruggono il locale per poi sfasciare l'auto. Da quel momento i nostri eroi inizieranno una guerra aperta con il boss locale per riavere la loro amata "carriola", affrontando scagnozzi in moto, fuggendo da killer con lo sguardo di ghiaccio e distribuendo una sana dose di mazzate a destra e a manca. Settimo film della fortunata coppia, …Altrimenti ci Arrabbiamo! è uno dei più conosciuti e apprezzati dal pubblico. La storia è semplice e lineare, cucita su misura addosso ai protagonisti, e ogni elemento è esattamente al suo posto: le classiche scaramucce tra i due, un paio di cattivi parecchio incapaci, la ragazza che si innamora di Terence Hill, varie scazzottate con effetti sonori esagerati e una colonna sonora allegra e accattivante. Da questo punto di vista perciò, nonostante la mancanza di qualche tratto innovativo o originale, la pellicola risulta forse la migliore del duo Spencer - Hill, grazie anche (e soprattutto) a molte scene memorabili, troppe per essere citate tutte: la sequenza del luna park con tanto di autoscontri e distributore di bibite è fantastica, ma non arriva al livello di quella del coro dei pompieri, con il motivetto che tutti noi ormai conosciamo (massì, ve lo ricordate per forza) e con l'espressività di Bud Spencer ai massimi livelli, basta guardare le sue espressioni per scoppiare a ridere. Niente guizzi particolari di regia, niente colpi di scena mozzafiato, ma solo un film divertente che si lascia trasportare dalla simpatia di una coppia di attori che aveva trovato la formula perfetta per scatenare le risate del pubblico. Penso che chiunque l'abbia visto almeno una volta, in caso contrario rimediate subito!
VOTO: 7,5/10

Il Cattivo.


Scheda tecnica
Titolo:
…Altrimenti ci Arrabbiamo!
Regia:
Marcello Fondato
Soggetto:
Marcello Fondato, Francesco Scardamaglia
Sceneggiatura:
Marcello Fondato, Francesco Scardamaglia
Anno:
1974
Genere:
Commedia
Interpreti Principali:
Bud Spencer, Terence Hill, John Sharp, Deogratias Huerta
Durata:
97 min
Nazionalità:
Italia, Spagna
Colore:
Colore

La Vita È un Miracolo

Luka è un ingegnere di Belgrado che viene trasferito in un lontano e sperduto paesino Bosniaco. La sua occupazione è gestire una ferrovia che serva come collegamento turistico fra Bosnia e Serbia. Questo progetto però verrà presto utilizzato per tutt'altri scopi. Il motivo è l'imminente guerra che scoppierà di lì a breve. Con l'inizio dell'ostilità tutto ciò a cui tiene Luka si sgretola: suo figlio è chiamato alle armi e sua moglie scappa con un musicista ungherese. Ma non tutto è perduto, perché Luka conoscerà una donna, Sabaha, che darà una nuova speranza al malcapitato.
Kusturica ancora una volta ci avvicina alla cultura “est-europea”, più precisamente in questo caso a quella della ex-Jugoslavia. Le immense feste, gli scacchi, l'abitudine alla guerra, sono solo alcuni degli ingredienti ricorrenti nelle ricette cinematografiche dei suoi film. Il tutto è sempre condito da una satira pungente e da scene al limite dell'assurdo. I personaggi estremamente eccentrici si riescono ad inserire bene uno al fianco dell'altro riuscendo sempre ad arruffianarsi lo spettatore. Nonostante ciò il film risulta un po' troppo dispersivo e cala notevolmente di ritmo nella parte centrale. Questo rallentamento, probabilmente voluto, serve da volano per nuovi spunti di riflessione. In questi momenti l'opera assume un significato diverso molto importante e la commedia prende una piega più amara quando in sottofondo spunta la guerra. Quest'ultima è direttamente e indirettamente la causa dei problemi, ma anche lo slancio verso una vita che si desidera ma che non si ha il coraggio di rincorrere.
Le ambientazioni bucoliche, rustiche, sono un elemento espressivo usato sapientemente dal regista. Sono funzionali alla narrazione e al messaggio che si vuole trasmettere, donando: freschezza e leggerezza alle scene comiche, o abbandono e decadenza in momenti più seri. Anche le facce e la mimica, servono a caratterizzare la storia in stile teatrale, farsesco, giungendo nel finale ad essere espressione di un sentimento clownesco. Gli attori chiamati a questo compito per nulla semplice, riescono a dare buona credibilità ai personaggi. Menzione obbligatoria per Vesna Trivalić, macchietta esilarante nei panni della moglie di Luka. Altro aspetto ricorrente e sempre gradevole è la colonna sonora, eseguita dallo stesso Kusturica con Dejan Sparavalo, in pieno stile balcanico.
Risulta da tutti questi elementi una pellicola complessa, estremamente ricca di elementi che si sposano insieme (non sempre combaciando perfettamente) dando dell'esperienza umana una visione sfaccettata e universalmente riconoscibile, fuori dai confini nazionali e ideologici. 

Voto: 6.5/10

Il brutto

Scheda Tecnica
Titolo:
La vita è un miracolo
Regia:
Emir Kusturica
Sceneggiatura:
Ranko Božić, Emir Kusturica
Anno:
2004
Genere:
Commedia, drammatico
Interpreti Principali:
Slavko Štimac, Natasa Tapuskovic, Vesna Trivalić
Durata:
154 min
Nazionalità:
Serbia e Montenegro, Francia
Colore:
Colore

Hot Fuzz

Nicholas Angel è un agente di polizia in servizio a Londra ed è considerato quasi un super eroe; è oltremodo diligente nell’esercitare il suo lavoro, facendo rispettare la legge; le sue capacità sono numerose e tutte affinate; è così bravo da mettere in ombra tutti i suoi colleghi, motivo per cui, al massimo della sua carriera, viene trasferito a Sanford, tranquillissimo paese di campagna. Dispiaciuto, ma non rassegnato, inizia ad applicare i suoi metodi anche in periferia, mentre i suoi nuovi colleghi, che passano le giornate a mangiare torte e bere birra, gli fanno capire che la polizia di campagna se la prende con più calma rispetto a quella cittadina. Però Sanford si dimostrerà non essere un paesino così tranquillo…
Hot Fuzz è un film d’azione, un thriller, un horror splatter, ma soprattutto è una trashata totale. La fattura del film, diretto da Edgar Wright, è buona ma volutamente esagerata: fiotti di sangue e morti assurdamente atroci.
Interessante il contrasto tra la commedia e il thriller, sì, perché tra una risata e l’altra l’agente Angel si trova a risolvere un caso.
Wright cita a non finire, a volte in maniera anche esplicita: Point Break, Bad Boys II, Die Hard, questi alcuni titoli da cui vengono riprese delle scene quasi shot-for-shot, se non fosse per l’atmosfera completamente surreale ed esilarante.
Ottima prova per Simon Pegg e Nick Frost, già protagonisti de L’alba dei morti dementi, altro film di Wright pregno di citazioni da altro tipo di pellicole; i due attori si combinano alla perfezione con scambi di battute e si coordinano per la loro differenza fisica e caratteriale.
Nonostante la violenza ed il sangue, Hot Fuzz non è certo un film che impressiona: è tutto talmente esagerato da non sembrare minimamente vero. L’aspetto “giallo” della storia è un fattore che serve a mantenere viva l’attenzione, ma al centro del film c’è sicuramente la parte comica, esilarante ed intelligente.

VOTO: 6,5/10

Il Buono


Scheda Tecnica
Titolo:
Hot Fuzz
Regia:
Edgar Wright
Sceneggiatura:
Edgar Wright, Simon Pegg
Anno:
2007
Genere:
Commedia, azione, thriller
Interpreti Principali:
Simon Pegg, Nick Frost, Timothy Dalton
Durata:
121 min
Nazionalità:
Reno Unito, Francia, USA
Colore:
Colore

Il Cigno Nero

Nina fa parte di una compagnia di ballo di New York e viene scelta come prima ballerina per Il lago dei cigni. Dovendo interpretare sia la protagonista, il cigno bianco, che la sua antagonista, il cigno nero, Nina inizia una ricerca interiore che le farà conoscere la parte più oscura e selvaggia di sé stessa. Dopo The Wrestler Darren Aronofsky ci riprova con un film dal tema simile, il mondo dello spettacolo come modo di esistere e di sentirsi realizzati. Dal ring si passa al palcoscenico, ma la strada da percorrere non è meno dura, e il regista ci mostra ogni particolare con piglio quasi documentaristico (la telecamera a mano che segue i personaggi è un suo segno di riconoscimento), inquadrando rivalità tra ballerine e infortuni dolorosi, situazioni familiari difficili e carriere finite. La storia cattura l'interesse dello spettatore, risultando forse un po' dispersiva in certi punti, e prosegue senza molte sorprese, arrivando ad un colpo di scena e ad un finale abbastanza prevedibili. Buone le interpretazioni, su tutte spiccano Natalie Portman nei panni della protagonista (ruolo che le ha fatto vincere l'Oscar come miglior attrice) e Mila Kunis in quelli della sua rivale Lily. Non male anche le sequenze oniriche della trasformazione di Nina in cigno che spezzano la forte componente fisica del film, ma nemmeno queste riescono a dare completezza ad una pellicola ben realizzata in vari suoi aspetti ma poco convincente. Alla fine della visione de Il Cigno Nero non vi verrà da gridare al capolavoro (non vorrete neppure il rimborso del biglietto, sia chiaro) ma più probabilmente vi chiederete "mmh…e quindi?".
VOTO: 6,5/10

Il Cattivo.


Scheda tecnica
Titolo:
Il Cigno Nero
Titolo originale:
Black Swan
Regia:
Darren Aronofsky
Soggetto:
Andres Heinz
Sceneggiatura:
Andres Heinz, Mark Heyman, John J. McLaughlin
Anno:
2010
Genere:
Drammatico, thriller
Interpreti Principali:
Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Winona Ryder
Durata:
108 min
Nazionalità:
Stati Uniti
Colore:
Colore

In Time

In un futuro non molto diverso dal presente, la scienza ha eliminato l’invecchiamento e la crescita delle persone si ferma a 25 anni. Tuttavia, per eliminare il problema della sovrappopolazione, raggiunti i 25 anni anni parte un countdown, scandito da un orologio cutaneo, alla fine del quale si è destinati a morire. Il tempo quindi sostituisce il denaro: lo si può guadagnare, rubare, oppure lo si può vendere ad un altissimo tasso d’interessi, permettendo così ai ricchi di arricchirsi sempre di più, diventando praticamente immortali, ed ai poveri di vivere alla giornata, senza speranza di un domani. In questo scenario, il giovane Will Salas – sono tutti giovani, anche se alcuni hanno oltre un secolo – avrà l’occasione di improvvisarsi moderno Robin Hood rubando tempo ai ricchi per darne ai poveri.
Il messaggio del neozelandese Andrew Niccol, che ha scritto e diretto il film, è evidente: durante la storia più di una volta il tempo viene esplicitamente paragonato al denaro (anche se in questo futuro il denaro non esiste più), ma la precisazione è inutile, si capisce da subito che la critica del regista è rivolta alla società contemporanea, nello specifico, alla distribuzione delle ricchezze.
Il soggetto di In time è davvero molto interessante, peccato però che non venga sfruttato bene. Dalla regia alla recitazione, il film, per quanto ben fatto, risulta un po’ fiacco. Dire che annoia forse è un po’ esagerato, ma non riesce a catturare troppo chi guarda. Ha il pregio di non essere una  pellicola esagerata; ma se da un lato non è un’americanata (il regista, ricordo, è neozelandese), dall’altro non osa neanche più di tanto. I contenuti sono poco approfonditi, alcune scene risultano ripetitive e c’è qualche buco a livello di sceneggiatura.
Gli attori sono tutti poco incisivi: Justin Timberlake, Amanda Seyfried e Cillian Murphy, protagonisti della pellicola, offrono un’interpretazione poco convincente; molto più efficaci Olivia Wilde e Vincent Kartheiser, che però hanno parti secondarie.
È un vero peccato vedere idee così interessanti sviluppate appena, come se, una volta trovato il soggetto innovativo, poi non si ritenga necessario approfondirlo. Tanto valeva fare un cortometraggio!

VOTO 6 meno meno/10

Il Buono


Scheda Tecnica
Titolo:
In Time
Regia:
Andrew Niccol
Sceneggiatura:
Andrew Niccol
Anno:
2011
Genere:
Fantascienza, azione
Interpreti Principali:
Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Olivia Wilde, Vincent Kartheiser
Durata:
109 min
Nazionalità:
USA
Colore:
colore

Star Wars: Episodio I - La Minaccia Fantasma

Per protestare contro la tassazione delle rotte commerciali la Federazione dei Mercanti crea un blocco attorno al pacifico pianeta Naboo. Per risolvere questa crisi il cancelliere della Repubblica invia due ambasciatori Jedi per trattare con i capi della Federazione, ma i due cavalieri si troveranno ad affrontare qualcosa di più oscuro ed elusivo. Con La Minaccia Fantasma George Lucas pone il primo mattone che formerà le fondamenta dell'universo di Star Wars: si tratta infatti del primo di tre prequel usciti a vent'anni di distanza dalla trilogia originale. Dopo così tanti anni di attesa c'erano molte aspettative da deludere, e difatti i fan hanno accolto l'episodio I con diffidenza e parecchie critiche. Anche secondo me questo capitolo è il più debole della saga, ma i difetti che si trovano ne La Minaccia Fantasma non sono né più né meno che quelli che si trovano in ogni episodio di Star Wars, solo molto accentuati: la recitazione non proprio eccelsa (complice anche l'uso massiccio di computer grafica che rende difficile agli attori relazionarsi con personaggi che non esistono concretamente), astronavi e armi che sembrano messe lì per vendere più giocattoli possibili, rapporti tra i personaggi ingenui o poco profondi, continue strizzate d'occhio al pubblico più giovane, con personaggi a dir poco ridicoli che hanno lo scopo di divertire i bambini. Il film di per sè risulta poco equilibrato, con una prima parte quasi noiosa con elementi politici che sono trattati in modo fin troppo complesso per una pellicola del genere, per poi passare all'azione sfrenata (la corsa dei Podracer è emozionante anche dopo varie visioni) che coinvolge un antipatico bambino ("Yippeee") che, non sembrerebbe, ma sarà il futuro Darth Vader. Non dimentichiamo anche Jar Jar Binks, forse il personaggio più odiato della saga, che con la sua comicità infantile mette a dura prova la sopportazione dello spettatore. Quello che molti non pensano quando sparano tutte queste critiche (che sono comunque valide) è che, come dice il titolo, questo è solo l'episodio I. Star Wars è una mega storia divisa in capitoli per comodità, ma che vista nella sua completezza, e sforzandosi di non avere una visione troppo seriosa (Geoge Lucas in fondo è un bambinone) perde buona parte dei suoi difetti. La Minaccia Fantasma non è un capolavoro, e se si inizia a vedere la serie da questa pellicola si rischia di non rimanere molto colpiti, ma fidatevi ed andate avanti, potrete apprezzare molto di più l'opera dopo aver seguito tutta la storia.
VOTO: 6,5/10

P.S. È ora nei cinema la conversione in 3D di questo episodio (con anche qualche modifica agli effetti speciali, Yoda in computer grafica invece che in pupazzo, ad esempio). Non sarà un cambiamento rivoluzionario, ma il 3D è molto adatto ad una pellicola del genere, e non risultando troppo invadente dona qualcosa in più alla visione. Cercate di andare a vederlo, così anche gli altri episodi verrano riproposti al cinema.

Il Cattivo.

Scheda tecnica
Titolo:
Star Wars: Episodio I - La Minaccia Fantasma
Titolo originale:
Star Wars Episode I: The Phantom Menace
Regia:
George Lucas
Sceneggiatura:
George Lucas
Anno:
1999
Genere:
Fantascienza, azione, avventura
Interpreti Principali:
Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman, Jake Lloyd
Durata:
133 min
Nazionalità:
USA
Colore:
Colore

Porco Rosso

Marco Bagot è un formidabile pilota di idrovolanti al servizio dell’aviazione militare italiana. In seguito ad un incidente avvenuto durante la Prima guerra mondiale, a causa di una sorta di maleficio di cui si sa poco o nulla, assume le sembianza di un maiale. Questo nuovo aspetto lo costringe a ritirarsi dalla carriera militare e a diventare un cacciatore di taglie. Così Porco Rosso, questo il suo soprannome, usa la sua bravura per ostacolare le scorribande dei pirati del cielo; bande di predoni che, come lui, viaggiano su degli idrovolanti.
Porco Rosso è un film d’animazione del 1992 – e che in Italia è uscito, udite udite, ben 18 anni dopo – diretto dal celebre Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Quando ho sentito parlare molto bene di questo film, nonostante la fonte fosse più che attendibile, non ero del tutto convinto, un po’ perché da qualche tempo non nutro più un certo interesse per il mondo dei manga e degli anime e un po’ perché non conoscevo niente di Miyazaki… proprio quest’ultimo motivo, e il fatto che ho sempre sentito parlare bene del regista nipponico mi hanno spinto a guardare quest’opera, e rimanere deluso sarebbe stato davvero difficile! Ma ai fini della recensione queste informazioni sono inutili.
Miyazaki ci da una sua visione dell’Italia tra le due guerre: che riuscisse a ricreare perfettamente un’atmosfera italiana era impossibile (forse neanche voluto), ma quel tocco di dolcezza tipica della poetica orientale non guasta affatto, anzi…
Nonostante l’apparente frenesia della trama, il film risulta leggerissimo, quasi onirico; persino le scene più movimentate non escono mai dalle righe. Da sottolineare che il film lascia spazio anche ad un lato più sentimentale: nonostante il suo aspetto, Porco evoca un certo fascino nelle donne e il suo relazionarsi con i sentimenti è parte integrante dell’opera.
La trama è lineare ma molto articolata e mai noiosa; i personaggi sono tutti interessanti, ben caratterizzati e non escono dai loro ruoli. Interessante però vedere come non ci sia una distinzione netta tra buoni e cattivi; i pirati in fin dei conti sono dei bonaccioni anche un po’ tonti, che difficilmente resteranno antipatici allo spettatore.
Un film dai molteplici contenuti, anche nascosti talvolta, che si schiera, nella figura di Porco, contro ogni regime totalitario – “Meglio maiale che fascista”, dirà il protagonista ad un suo vecchio compagno d’armi –, elogiando la libertà, da leggere nel volo tra cielo e acqua. 

VOTO: 8,5/10

Il Buono


Scheda Tecnica
Titolo:
Porco Rosso
Titolo Originale:
Kurenai no buta
Regia:
Hayao Miyazaki
Sceneggiatura:
Hayao Miyazaki
Anno:
1992
Genere:
Animazione, avventura, fantasy
Durata:
94 min
Nazionalità:
Giappone
Colore:
Colore